Gli Archivi di Stato
Gli Archivi di Stato, con sede in ogni capoluogo di provincia, provvedono alla conservazione degli archivi e dei documenti degli Stati italiani preunitari, degli organi dello Stato italiano (quando i documenti non servono più alle necessità ordinarie) e degli archivi e documenti che lo Stato ha in proprietà o deposito.
Questi istituti hanno compiti di gestione, studio e ordinamento degli archivi, compilazione di inventari e altri strumenti di ricerca e di conoscenza della documentazione, guida per la fruizione, promozione e valorizzazione del patrimonio documentario, didattica in materia di archivistica e scienze complementari.
Il materiale documentario di un Archivio di Stato comprende:
- gli archivi degli uffici periferici degli stati preunitari;
- gli archivi degli uffici periferici dello Stato italiano;
- tutti gli altri archivi e documenti (notarili - 100 anni dopo la cessazione del notaio - di corporazioni religiose soppresse, di enti e di privati) che lo Stato abbia in proprietà o in deposito per legge, eredità, dono, acquisto, deposito o convenzione.
La rete degli istituti comprende oltre all’Archivio Centrale dello Stato a Roma, 99 Archivi di Stato attivati, dei 103 che corrisponderebbero alle attuali provincie, 35 sezioni di Archivio di Stato, 19 Soprintendenze archivistiche regionali (per la Valle d’Aosta le funzioni sono svolte dalla Soprintendenza del Piemonte).
Gli Archivi di Stato hanno altresì funzioni di sorveglianza sugli archivi degli uffici statali con sede nella provincia di competenza dell’Archivio di Stato, ma la cui giurisdizione può essere più ampia di quella provinciale e addirittura regionale. Apposite commissioni istituite presso ogni ufficio statale centrale e periferico ne controllano la regolare tenuta dell’archivio corrente e di deposito e curano le proposte di scarto dei documenti non più utili al servizio né alla ricerca storica e la selezione dei documenti degni di conservazione permanente, che se riguardano affari cessati da oltre 40 anni, possono essere versati – cioè trasferiti – agli Archivi di Stato.
La vigilanza sugli archivi non statali e la tutela dei documenti dello Stato e degli Enti pubblici che si trovino fuori dei rispettivi archivi spettano alle Soprintendenze archivistiche, istituite in ogni regione tranne la Valle d’Aosta.
Donato Tamblé
Collegamento alla "Guida Generale degli Archivi di Stato Italiani"
