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Presentazione del volume "Il processo Di Vagno". Un delitto impunito dal fascismo alla democrazia
L’Archivio di Stato di Potenza è l’istituto culturale nel quale si conservano i fascicoli del processo per il primo “omicidio fascista” in Italia: quello del deputato socialista pugliese Giuseppe Di Vagno. Per questo motivo l’Istituto archivistico potentino, in collaborazione con la Fondazione “Giuseppe Di Vagno (1889-1921)”, i Comuni di Potenza e di Conversano (BA) e la Provincia di Potenza partecipa alle “Manifestazioni per il 90° dell’assassinio di Giuseppe Di Vagno” che si svolgono con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Martedì 20 dicembre alle ore 18.00, nei locali dell’Archivio di Stato di Potenza, si terrà la manifestazione Il Processo Di Vagno. Il primo “omicidio fascista” dinanzi alla Corte di Assise di Potenza (1947). Nell’occasione sarà presentato il volume Il Processo Di Vagno. Un delitto impunito dal fascismo alla democrazia (a cura della Fondazione Di Vagno, Roma, Camera dei Deputati, 2011). Il volume raccoglie recentissimi studi sugli atti del processo celebrato in seguito all’assassinio del deputato socialista pugliese Giuseppe Di Vagno, prima vittima, nel 1921, della violenza fascista. I fascicoli del processo sono conservati nell’Archivio di Stato di Potenza perché nel 1947 il giudizio fu trasferito dalla Corte di Assise di Bari a quella di Potenza: nel luogo, cioè, dove fu ritenuto che il procedimento avrebbe potuto essere trattato con maggiore tranquillità, lontano dalle tensioni delle diverse fazioni. La storia del lungo processo è la storia di una “giustizia negata”: agli imputati, infatti, la cui colpevolezza fu accertata sia pure con il riconoscimento dell’esclusione della premeditazione, fu riservato un trattamento sanzionatorio che consentì per ben due volte, nel 1923 e nel 1947, la non punibilità.
La ricerca sul Processo Di Vagno, oltre ad offrire una interessante prospettiva ‘meridionale’ intorno a vicende decisive nel Novecento italiano, rappresenta un significativo contributo alla conoscenza di un patrimonio documentale di notevole interesse storico come è quello delle fonti giudiziarie. Un patrimonio che, insieme a una molteplicità di fonti di diversa natura e tipologia, può contribuire a una ricostruzione serena dei periodi più bui della storia nazionale. Consentendo, in definitiva, di rendere giustizia – seppure una giustizia tardiva e solo simbolica – alle tante vite spezzate di uomini e di donne strappati al mondo dei loro affetti e del loro impegno civile.
Ai saluti dei sindaci di Potenza e di Conversano (Vito Santarsiero e Giuseppe Lovascio) e dell’assessore alla cultura della Provincia di Potenza Francesco Pietrantuono, seguiranno gli interventi di Valeria Verrastro (Direttore Archivio di Stato di Potenza), Attilio Maurano (Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Basilicata), Vito Antonio Leuzzi (Direttore IPSAIC di Puglia). Il professore Paolo Mattera, docente di Storia contemporanea presso l’Università degli Studi Roma Tre, svolgerà quindi la relazione Giuseppe Di Vagno e il PSI nel “Biennio Rosso”. Le conclusioni saranno di Gianvito Mastroleo, presidente della Fondazione “Giuseppe Di Vagno (1889-1921)”. Sarà presente l’on. Giuseppe Di Vagno jr.
Una mostra documentaria degli atti del processo sarà inaugurata nello stesso pomeriggio del 20 contestualmente alla presentazione del volume. La mostra sarà visitabile sino al 30 marzo 2012 nei seguenti orari: lunedì-giovedì 9.00-13.00, 15.00-17.00; venerdì e sabato 9.00-13.00.
